{"id":750,"date":"2014-08-17T14:45:16","date_gmt":"2014-08-17T14:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.operalapira.it\/?p=750"},"modified":"2014-08-17T14:45:16","modified_gmt":"2014-08-17T14:45:16","slug":"campo-internazionale-2014-documento-conclusivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/operalapira.it\/?p=750","title":{"rendered":"Campo Internazionale 2014 &#8211; Documento conclusivo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><b>CAMPO INTERNAZIONALE 2014\u00a0 <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>GENERAZIONI IN CAMMINO: ATTIVISMO, RICERCA E SPIRITUALIT\u00c1 NEL NUOVO MILLENNIO<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>In un mondo complesso e in continuo cambiamento, scosso da importanti eventi che modificano l\u2019equilibrio geopolitico di determinate aree, sentiamo l\u2019impegno che le generazioni che ci hanno preceduto non hanno conosciuto a questi livelli. Questo impegno ci chiama ad essere attivi su scala globale, non limitati da confini nazionali o da culture, societ\u00e0 e religioni differenti. Siamo giovani provenienti da Albania, Angola, Camerun, Costa d\u2019Avorio, Gabon, Israele, Italia, Marocco, Palestina, Repubblica Democratica del Congo, Russia, Ucraina, Yemen, studenti e lavoratori che hanno condiviso al Villaggio \u201cLa Vela\u201d giorni di discussione e di divertimento in un\u2019atmosfera di amicizia e dialogo. L\u2019interazione aperta, sincera e diretta di cui abbiamo fatto esperienza durante questo Campo Internazionale ci ha portato ad analizzare importanti argomenti riguardanti l\u2019attivismo giovanile, visto non solo come azione fine a se stessa, ma come una responsabilit\u00e0 fondamentale cui vogliamo dedicarci. L\u2019attivismo come lo concepiamo \u00e8 uno sforzo comune che richiede una base forte e solida, e un\u2019ampia preparazione. La curiosit\u00e0, che ne \u00e8 parte integrante, \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 istintuale della natura umana: per usarla saggiamente, \u00e8 necessario saper vedere pi\u00f9 lontano, fare attenzione anche a situazioni, culture ed eventi che vanno oltre la nostra immediata vicinanza. Il principale ostacolo per questo tipo di curiosit\u00e0 \u00e8 l\u2019indifferenza, alimentata dal consumo continuo e superficiale di prodotti mass-mediali; allo stesso tempo, il possibile accesso a una grande quantit\u00e0 di notizie pu\u00f2 e dovrebbe portarci ad aprirci veramente alle sofferenze degli altri, creando forti incentivi che ci portino a prenderci cura gli uni degli altri in molti modi diversi. Per procedere su questa strada, dobbiamo essere consapevoli che un semplice guardarsi intorno \u00e8 solo il primo passo, lontano dall\u2019essere sufficiente in termini di attivismo responsabile. Infatti, questo richiede un approccio pi\u00f9 razionale, che pu\u00f2 essere riassunto nella formula \u201cconoscenza attraverso apprendimento\u201d. Questo tipo di conoscenza, essenzialmente diversa da quella accademica, pretende un coinvolgimento e una continua formazione personale. I risultati di quest\u2019ultima, una volta condivisi, diventano informazione per le nostre comunit\u00e0. Oggi nuovi strumenti tecnologici, in particolare i social media, ci permettono di facilitare questo processo, garantendo accesso a un\u2019incredibile quantit\u00e0 di informazioni. Comunque, la rivoluzione digitale costituisce anche un rischio, dato che pu\u00f2 dare un falso senso di partecipazione, nascondendo l\u2019indifferenza dietro al click di un \u201cmi piace\u201d. Da un lato la responsabilit\u00e0 dovrebbe essere considerata motore importante di un attivismo vero e costruttivo, dall\u2019altro \u00e8 anche una delle sue conseguenze principali. Riguardo questa relazione di causa ed effetto, essere in grado di intervenire su determinate situazioni ci permette di scegliere liberamente la linea di azione che preferiamo, rendendoci cos\u00ec responsabili per ci\u00f2 che facciamo e per ci\u00f2 che non facciamo. Questa responsabilit\u00e0 dovr\u00e0 essere anche pi\u00f9 sentita per chi ricopre posizioni di leadership a tutti i livelli e indipendentemente dall&#8217;area competenza. A ogni modo, non solo i leader, ma tutti dovrebbero sfruttare questo approccio per cercare e selezionare gli strumenti adatti a raggiungere obiettivi pi\u00f9 importanti, facendo tutto il possibile per limitare l\u2019uso della violenza. A proposito degli strumenti dell\u2019attivismo, occorre ricordare che possono assumere diverse forme a seconda delle dimensioni essenziali della vita umana, ovvero personale, sociale e politica. Riguardo la dimensione personale, acquisire conoscenza ha ancora una volta un\u2019importanza centrale nella formazione di uno stile di vita attivo e responsabile: a tal proposito, la ricerca pu\u00f2 essere considerata lo strumento primo e centrale richiesto come base di ogni possibile azione, anche la scoperta di ulteriori strumenti. Lo spostamento verso un impegno sociale comincia col condividere la conoscenza acquisita attraverso la ricerca: questa \u00e8 l\u2019educazione. Insegnare ed educare sono i mezzi principali attraverso cui \u00e8 possibile formare gruppi capaci di pensiero critico, seguendo le orme di modelli delle generazioni passate, ma capaci di adattarli a una mutevole condizione storica. Sia attraverso il volontariato, il lavoro in gruppi o associazioni o semplicemente con il proprio lavoro, la percezione delle proprie azioni come un servizio per la comunit\u00e0 piuttosto che come mezzi per raggiungere un certo obiettivo distingue un attivismo socialmente orientato da una crociata egoistica, individualistica e auto-glorificantesi. Fra tutte le possibili attivit\u00e0, la politica dovrebbe essere considerata per definizione un servizio alla comunit\u00e0, indipendentemente da standard sempre pi\u00f9 bassi causati dalla corruzione dei singoli individui. Essere attivi positivamente in politica non vuol dire solo esprimere il proprio dissenso votando, protestando, manifestando, promuovendo e firmando petizioni etc.; \u00e8 anche uno stimolo a partecipare alla politica istituzionale nello sforzo di riportarla alla sua nobilt\u00e0 originale. Nonostante la comprensibile e diffusa paura di non essere in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati o di non essere all\u2019altezza del compito, crediamo fermamente che una vocazione cos\u00ec importante non debba essere ignorata n\u00e9 che debba dipendere dalla sicurezza di un risultato tangibile. La base inevitabile per quanto detto \u00e8 una profonda spiritualit\u00e0, una bussola etica e morale che ispiri e guidi le nostre azioni. A partire da questa definizione, \u00e8 facile capire che la spiritualit\u00e0 non \u00e8 qualcosa che appartiene solo alle religioni, ma \u00e8 un ponte tra credenti e non credenti, un tesoro di valori condivisi che porta le persone a prendersi cura l\u2019uno dell\u2019altro. Questa dimensione interiore ci fornisce l\u2019energia e la volont\u00e0 necessarie ad abbandonare il nostro istintivo egoismo, cos\u00ec che possiamo aiutare gli altri senza alcun interesse personale. Da un punto di vista religioso l\u2019attivismo non \u00e8 percepito solo come una serie di fatti concreti. Fuggire dal mondo cercando la contemplazione assoluta non deve essere considerato in s\u00e9 una buona opzione, dato che pu\u00f2 anche essere un rifiuto verso ogni forma di attivit\u00e0 piuttosto che una decisione consapevole e sentita. Vogliamo comunque sottolineare che la preghiera in s\u00e9 \u00e8 una forma di attivismo, un intervento concreto capace di influenzare un cambiamento in meglio. Alla fine, partendo da una base religiosa, abbiamo bisogno sia della vita contemplativa che della vita activa, la spirituale e la pratica: abbiamo bisogno sia di Giosu\u00e8 sul campo di battaglia, che di Mos\u00e8 che alza le sue mani al cielo. In quanto giovani provenienti da ogni parte del mondo, sentiamo comunque l\u2019urgenza di impegnarci nella direzione della pace. Per questo abbiamo simbolicamente firmato, in occasione del suo 50esimo anniversario, la dichiarazione finale della Conferenza Internazionale della Giovent\u00f9 per la Pace e il Disarmo: \u201cLe generazioni nuove di tutti i popoli della terra convenute a Firenze alzano dalla terrazza di Palazzo Vecchio il loro sguardo pieno di speranza verso le nuove frontiere storiche del mondo \u2013 le frontiere della pace, dell\u2019unit\u00e0, della libert\u00e0, della elevazione spirituale e civile di tutte le genti \u2013 e si impegnano di attraversarle insieme e di costruire insieme la nuova, universale, pacificata e fraterna casa degli uomini\u201d. Cos\u00ec facendo, ci impegniamo ad aderire agli stessi principi che hanno guidato i giovani radunati da Giorgio La Pira a Firenze, profondamente convinti che il mondo abbia bisogno del contributo di tutti e ciascuno di noi per costruire un futuro di pace e giustizia. <i>Castiglione della Pescaia, 16 Agosto 2014<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CAMPO INTERNAZIONALE 2014\u00a0 GENERAZIONI IN CAMMINO: ATTIVISMO, RICERCA E SPIRITUALIT\u00c1 NEL NUOVO MILLENNIO \u00a0 In un mondo complesso e in continuo cambiamento, scosso da importanti eventi che modificano l\u2019equilibrio geopolitico di determinate aree, sentiamo l\u2019impegno che le generazioni che ci hanno preceduto non hanno conosciuto a questi livelli. 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