{"id":4951,"date":"2018-03-11T17:45:07","date_gmt":"2018-03-11T17:45:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.operalapira.it\/?p=4951"},"modified":"2018-03-11T17:45:07","modified_gmt":"2018-03-11T17:45:07","slug":"abitare-ed-edificare-la-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/operalapira.it\/?p=4951","title":{"rendered":"Abitare ed edificare le citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/operalapira.it\/abitare-ed-edificare-la-citta\/larmoniosa-bellezza-dei-tetti-di-firenze\/\" rel=\"attachment wp-att-4965\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4965\" src=\"https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Larmoniosa-bellezza-dei-tetti-di-Firenze-1.jpg\" alt=\"\" width=\"813\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Larmoniosa-bellezza-dei-tetti-di-Firenze-1.jpg 800w, https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Larmoniosa-bellezza-dei-tetti-di-Firenze-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Larmoniosa-bellezza-dei-tetti-di-Firenze-1-768x513.jpg 768w, https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Larmoniosa-bellezza-dei-tetti-di-Firenze-1-705x471.jpg 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 813px) 100vw, 813px\" \/><\/a><br \/>\nda Prospettive 153<br \/>\nterzo trimestre 2015<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Dire \u00abcitt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo\u00bb, \u00e8 subito porre l\u2019uomo al suo posto e si<\/em><br \/>\n<em>pu\u00f2 su di esso fissare l\u2019attenzione come su colui dal quale la citt\u00e0 prende vita e<\/em><br \/>\n<em>verso il quale la citt\u00e0 \u00e8 volta come a proprio fine.<\/em><br \/>\n<em>Delle citt\u00e0 &#8211; nessuna esclusa &#8211; \u00e8 punto di partenza o attore l\u2019uomo. E lo \u00e8 in<\/em><br \/>\n<em>quanto irriducibile a essere solo individuo, ma in quanto persona. Infatti, anche<\/em><br \/>\n<em>un sasso, una pianta, un animale \u00e8 individuo, ma non persona.<\/em><br \/>\n<strong><em>Giuseppe Lazzati, La citt\u00e0 dell\u2019uomo<\/em><\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: left;\">Oggi viviamo in contesti frenetici e frammentati, in un tessuto sociale sempre pi\u00f9 debole. Ci\u00f2 porta gravi conseguenze anche nel modo in cui viene vissuta la citt\u00e0: \u00e8 sempre pi\u00f9 forte la percezione di scollamento tra la caotica e frenetica citt\u00e0 che viviamo ogni giorno e la citt\u00e0 \u201cideale\u201d, quel \u201ctutto armoniosamente unito\u201d di cui parlava La Pira contemplando Firenze dalla Basilica di San Miniato a Monte. Dobbiamo, allora, confrontarci con una serie di interrogativi: come abitare oggi la citt\u00e0? Come sentirsi cittadini di un aggregato umano che chiama l\u2019uomo a porsi in relazione e creare legami solidali? Come essere cittadini responsabili dell\u2019edificazione materiale, morale e spirituale della propria comunit\u00e0? Come vivere le dimensioni di solidariet\u00e0 e della comunione quando la proposta dominante va verso un marcato individualismo? Una delle grandi sfide del nostro tempo \u00e8, come ci ha ricordato Papa Francesco, riconoscere che \u201c<strong>il tutto \u00e8 superiore alla parte<\/strong>\u201d (cfr. Evangelii Gaudium \u00a7\u00a7 234-237), non perch\u00e9 la parte debba essere fagocitata dal tutto; ma perch\u00e9 il tutto \u2013 la comunit\u00e0 cittadina \u2013 non \u00e8 formata dalla mera somma delle parti i cittadini \u2013 che la abitano: \u201cBisogna sempre allargare lo sguardo per riconoscere un bene pi\u00f9 grande che porter\u00e0 benefici a tutti noi\u201d (Evangelii Gaudium \u00a7 235). \u00c8 sbagliato intendere la citt\u00e0 come una comunit\u00e0 monolitica di cui sentirsi o meno partecipi. La citt\u00e0 \u00e8 invece l\u2019insieme di comunit\u00e0 pi\u00f9 piccole, intermedie tra l\u2019intera comunit\u00e0 cittadina e l\u2019individuo: comunit\u00e0 familiari, associative, parrocchiali, lavorative, etc. Dalle rete di relazioni che si instaurano tra cittadini, tra cittadini e \u201ccomunit\u00e0 intermedie\u201d e tra le \u201ccomunit\u00e0 intermedie\u201d stesse deriva il \u201cqualcosa in pi\u00f9\u201d della citt\u00e0 che permette che ad abitarle siano persone e non individui. \u00c8 importante sottolineare che ritenere il tutto superiore alla parte non significa avallare un\u2019impostazione per cui la citt\u00e0 \u2013 e pi\u00f9 in generale ogni comunit\u00e0 \u2013 sia di per s\u00e9 superiore, gerarchicamente anteposta alla persona; al contrario significa che la persona ha la possibilit\u00e0 di realizzarsi a pieno solo partecipando all\u2019edificazione della comunit\u00e0 cittadina. Questo \u00e8, forse, il significato da attribuire alla celebre frase di La Pira in occasione dell\u2019inaugurazione del quartiere dell\u2019Isolotto: \u201cNon case ma Citt\u00e0\u201d: non luoghi in cui vivere in solitudine, ma spazi in cui la persona possa realizzarsi appieno nella relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel linguaggio comune, viene fatto grande uso dell\u2019espressione \u201ccitt\u00e0 a misura d\u2019uomo\u201d. \u00c8 opportuno per\u00f2 specificare, alla luce di quanto detto finora, cosa debba intendersi con tale espressione. Infatti, se la citt\u00e0 ha come artefice e come fine la persona, edificare una citt\u00e0 a misura d\u2019uomo non vuol dire semplicemente organizzare infrastrutture e servizi in modo efficiente, ma significa assumente come metro di valutazione delle scelte di governo della citt\u00e0 (quindi politiche!) le concrete necessit\u00e0 di ordine materiale, relazione e spirituale delle persone che abitano la citt\u00e0. Infatti, se la citt\u00e0 \u00e8 realt\u00e0 relazione per eccellenza, abitarla ed edificarla la significa avvertire quotidianamente la necessit\u00e0 che ognuno se ne prenda cura di essa, ossia che ognuno pensi ed agisca politicamente: \u201cL\u2019espressione \u2018<strong>costruire la citt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo<\/strong>\u2019 \u00e8 da me preferita a quella ricorrente ed equivalente nel significato ultimo, ma scaduta nel suo valore espressivo; quella, cio\u00e8, di \u2018fare politica\u2019\u201d (G. Lazzati, La citt\u00e0 dell\u2019Uomo). \u00c8, dunque, la politica il segno distintivo di una citt\u00e0 abitata da persone e non da individui, una politica fatta da tutti i cittadini, ognuno secondo le proprie specifiche responsabilit\u00e0. Le scelte politiche non sono, tuttavia, date una volta per tutte, immutabili nel tempo e nello spazio. Al contrario esse sono, per definizione, storicamente connotate. In questo senso, \u00e8 illuminante un altro richiamo di Papa Francesco: \u201cLa realt\u00e0 \u00e8 superiore all\u2019idea\u201d (Evangelii Gaudium, \u00a7\u00a7 231-233). Infatti \u00e8 nella citt\u00e0 che le persone vivono, coltivano le loro speranze, condividono le difficolt\u00e0. Fare politica nella e per la citt\u00e0 significa avere a che fare con i problemi reali delle persone, con la carne viva della comunit\u00e0, come ci ricorda La Pira, con un articolo apparso nel maggio del 1954 in risposta a don Sturzo: \u201cdavanti a questi \u2018feriti, buttati a terra dai ladroni\u2019 \u2013 come dice la parabola lucana del Samaritano \u2013\u00a0cosa dovrebbe fare il sindaco, cio\u00e8 il capo ed in un certo modo il padre ed il responsabile della comune famiglia cittadina? Pu\u00f2 lavarsi le mani, dicendo a tutti \u2018scusate, non posso interessarmi a voi perch\u00e9 non sono uno statalista ma un interclassista\u2019?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le citt\u00e0 sono vive, sono realt\u00e0 dinamiche, perch\u00e9 abitate da persone reali, qui ed ora. Edificare la citt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo, e dunque fare politica, significa guardare tanto al presente quanto al futuro. Da una parte, infatti, \u00e8 necessario dare risposte alle esigenze contingenti delle persone che abitano la citt\u00e0, specie le pi\u00f9 fragili; dall\u2019altra l\u2019incessante opera di edificazione richiede una prospettiva che vada oltre alla contingenza, che abbia il coraggio di sognare una citt\u00e0 diversa e migliore. Soprattutto oggi, le scelte nell\u2019amministrazione della citt\u00e0 appaiono complesse nei mezzi e incerte nei risultati, dovendosi districare tra i vincoli di bilancio imposti dalla crisi economica, la dissoluzione del tessuto sociale e il senso di distacco dalle istituzioni di gran parte della cittadinanza. In pi\u00f9, le citt\u00e0 sono oggi chiamate ad affrontare sfide impegnative. Esse, in parte, appaiono del tutto inedite, altre sono invece questioni a lungo rimandate e messe ai margini dell\u2019agenda. [&#8230;] La scelta del tema (di questo numero, ndr) vuole mettere in evidenza un altro aspetto di grande attualit\u00e0 per la citt\u00e0, ossia la sua vocazione all\u2019apertura e alla pace, ricordando il 60esimo anniversario del Convegno dei Sindaci delle Capitali del Mondo che La Pira organizz\u00f2 a Firenze nel 1955 ed in preparazione alla \u201criedizione\u201d che si terr\u00e0 a Firenze il prossimo novembre.<\/p>\n<p>Editoriale di Prospettive 153<br \/>\nTerzo trimestre 2015<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Prospettive 153 terzo trimestre 2015 Dire \u00abcitt\u00e0 dell\u2019uomo a misura d\u2019uomo\u00bb, \u00e8 subito porre l\u2019uomo al suo posto e si pu\u00f2 su di esso fissare l\u2019attenzione come su colui dal quale la citt\u00e0 prende vita e verso il quale la citt\u00e0 \u00e8 volta come a proprio fine. 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