{"id":4894,"date":"2018-02-18T21:47:15","date_gmt":"2018-02-18T21:47:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.operalapira.it\/?p=4894"},"modified":"2018-02-18T21:47:15","modified_gmt":"2018-02-18T21:47:15","slug":"costruire-la-pace-nellascolto-e-nel-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/operalapira.it\/?p=4894","title":{"rendered":"Costruire la pace nell\u2019ascolto e nel dialogo"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Alcune riflessioni di giovani musulmani di Firenze<\/em><\/strong><br \/>\nda Prospettive 152,<br \/>\n2\u00b0 trimestre 2015<br \/>\n<em>A seguito dei recenti fatti che scuotono l\u2019opinione pubblica occidentale, creando una sorta di paura verso l\u2019Islam e gli islamici, abbiamo ritenuto importante ascoltare le voci di chi fa parte di comunit\u00e0 islamiche che vivono in Europa. Ci\u00f2 al fine di cercare di capire meglio cosa voglia dire per loro Islam e cosa significhi per loro professare la propria fede oggi in Europa. Siamo convinti che il primo e fondamentale passo per intraprendere un cammino di pace e fraternit\u00e0 sia quello di porsi in una dimensione di ascolto reciproco, cercando di capire i sogni, le aspirazioni, le paure e i bisogni dell\u2019altro. Come cristiani, musulmani, occidentali, medio-orientali abbiamo assieme la grande responsabilit\u00e0 di essere segni vivi di speranza in una situazione in cui i fatti di cronaca e le posizioni di molti leader politici sembrano non lasciare spazio a concrete prospettive di pace. Pubblichiamo, quindi, alcune riflessioni di due giovani musulmani di Firenze, che ringraziamo per la disponibilit\u00e0 con cui hanno accolto la nostra richiesta.<\/em><br \/>\nE\u2019 impressionante come fonti divulgative di sapere e conoscenza possano ingenerare mali, distorcendo la realt\u00e0 dei fatti e sviando inconsciamente intere societ\u00e0. Suonano ormai note alle nostre orecchie le notizie in primo piano ogni giorni sui giornali e nei telegiornali, per le quali \u00e8 diventata quasi scontata la presenza della parola \u201cIslam\u201d in tutte le sue versioni: \u201c<em>ISIS: Islamic state of Iraq and Siria<\/em>\u201d, \u201cattentato islamico alla sede di Charlie Hebdo\u201d, \u201cterroristi islamici bruciano vivo l\u2019ostaggio giordano\u201d. Cos\u00ec facendo, si \u00e8 creato indirettamente uno stereotipo secondo il quale un islamico viene automaticamente &#8211; e oramai quasi necessariamente &#8211; classificato come terrorista. Questo corrisponde ad una presa di posizione ben definita, nella quale si ha paura, ma si parla con sicurezza di una materia di cui spesso non si sa niente oppure alla quale non ci siamo mai nemmeno avvicinati. Per capire l\u2019Islam bisogna tentare un approccio diretto con la religione, col Corano, e coi credenti tramite il dialogo. Per un credente l\u2019Islam non \u00e8 solo una religione, quanto pi\u00f9 un vero e proprio stile di vita. Tutto questo si evince da numerosissimi passi del Corano e <em>Hadith <\/em>(le parole del Profeta Mohammed), quali ad esempio: \u201cChi crede in Allah e nel Giorno Ultimo, tratti bene i suoi ospiti\u201d [<em>Hadith Charif<\/em>], oppure \u201cA ciascuno abbiamo indicato gli eredi cui spetta parte di quello che lasciano: i genitori e i parenti stretti.\u201d [<em>Al.Nisaa\u2019 <\/em>(Le Donne) 4:33], oppure ancora \u201cSe temete la separazione di una coppia, convocate un arbitro della famiglia di lui e uno della famiglia di lei. Se i coniugi vogliono riconciliarsi, Allah ristabilir\u00e0 l\u2019intesa tra loro\u201d [<em>Al.Nisaa\u2019 <\/em>(Le Donne) 4:19]. Questi Hadith riescono a farci capire come la religione non venga considerata solamente il riconoscere una presenza superiore, correlata a tutte le sue manifestazioni verbali, quanto diventi parte integrante della vita quotidiana.<br \/>\nSecondo un musulmano, questo modo di percepire e impostare la propria vita secondo la fede non significa una limitazione della libert\u00e0, una restrizione della mentalit\u00e0, una sorta di lavaggio del cervello, un controllo delle menti dei credenti una volta lette alcune Surat del Corano; al contrario, un musulmano si sente invece libero proprio nel momento in cui fa quello che sente. Un vero musulmano praticante, che prende alla lettera ci\u00f2 che il Corano riporta, non \u00e8 quel che oggigiorno viene indicato come un \u201cmusulmano moderato\u201d, ma \u00e8 semplicemente un musulmano. Il termine \u201cmoderazione\u201d implica una limitazione basata su fattori ideologici che ritroviamo nella societ\u00e0 che ci circonda. Da persona di fede musulmana posso dire che il Corano non istiga alla violenza, agli abusi, all\u2019omicidio, alla repressione; di conseguenza non necessita di nessun filtro \u201cmoderante\u201d che ne ridefinisca la misura e il livello di applicabilit\u00e0. \u201cMusulmano moderato\u201d \u00e8 un termine che \u00e8 nato conseguentemente al termine \u201cmusulmano radicale\u201d. I media associano il musulmano radicale ad una persona che attacca con violenza, sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista morale, usando ogni tipo di coercizione, come nel caso delle conversioni forzate. In verit\u00e0, questo tipo di musulmano radicale non esiste, perch\u00e9 la conversione in maniera forzata va automaticamente contro il volere di Allah, il quale si esprime chiaramente su questo punto, senza bisogno di interpretazioni. Dice infatti: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 costrizione nella religione.\u201d [<em>Al-Baqara <\/em>(La Giovenca) 2:256], \u201cO voi che credete, non vi \u00e8 lecito ereditare delle mogli contro la loro volont\u00e0\u201d [<em>Al Nisaa\u2019 <\/em>(Le Donne) 4:19], o ancora &#8220;Se il tuo Signore volesse, tutti coloro che sono sulla terra crederebbero. Sta a te costringerli ad essere credenti?&#8221; [<em>Yunus <\/em>(Giona) 10:99]. Questi versetti del Corano esortano piuttosto il credente ad una totale tolleranza ed al rifiuto di qualsiasi comportamento discriminatorio.<br \/>\nL\u2019unica funzione del musulmano nella societ\u00e0, riguardo alla religione, \u00e8 quella della \u201c<em>Jihad<\/em>\u201d. Molti traducono la parola Jihad con il termine \u201cguerra santa\u201d, caricandola di una valenza di sopraffazione, ovvero di eliminazione fisica del nemico, nel nome di <em>Allah <\/em>e del suo profeta. In realt\u00e0, la parola \u201c<em>Jihad<\/em>\u201d in arabo significa \u201csforzo\u201d, e sta ad indicare una fatica mentale e spirituale, attraverso la quale un credente si avvicina alla propria religione o avvicina un altro alla propria fede tramite l\u2019utilizzo della parola. Alla luce degli avvenimenti recenti, gran parte della societ\u00e0 e dei media occidentali hanno manifestato una certa \u201cpaura del musulmano\u201d, mentre parte del mondo arabo si \u00e8 arroccato sulla \u201cpaura del musulmano non musulmano\u201d. Il risultato \u00e8 che, mentre gli occhi di tutto il mondo erano puntati sull\u2019attentato a Charlie Hebdo, in Nigeria, paese a maggioranza sunnita, sono morte oltre 2000 persone per mano di Boko Haram, un gruppo di presunti estremisti musulmani, e sono stati uccisi altri tre giovani universitari appartenenti all\u2019 \u201c<em>Islamic Relief<\/em>\u201d. Questo non per mettere in secondo piano i morti a Parigi; l\u2019obiettivo non \u00e8 quello di sottolineare i morti con pi\u00f9 zeri, ma non deve essere nemmeno quello di classificare i morti in morti di serie A e morti di serie B.<br \/>\nQuella in particolare dei musulmani in Europa, \u00e8 una condizione di conflitto continuo, su due fronti diversi in contemporanea: quello di chi punta il dito contro, stando dietro agli stereotipi, e quello di chi ti ritiene un criminale che uccide in nome di un Dio che non gli appartiene. \u00c9 una condizione frustrante, che ti porta a doverti giustificare per degli atti dei quali non sei responsabile, ma che devi comunque spiegare dal momento in cui chi ti circonda te li attribuisce. La gente ti ferma per strada e ti domanda: sei terrorista? E se sei una donna, perch\u00e9 porti \u201cquel cencio\u201d in testa? Sei stata costretta? Perch\u00e9 persone che professano la tua stessa fede uccidono? Questo peso costante dello sguardo ostile di chi ti circonda, questa paura infondata, ti costringe a convivere con un\u2019ansia perenne. Perch\u00e9 non posso vestire come voglio? Perch\u00e9 non posso credere in quello che voglio? Se sono una ragazza, non credo di invadere la libert\u00e0 di nessuno portando il velo o se credo in un altro Dio. Vivo in un paese libero, nel quale io non mi sento libera; perch\u00e9 devo per forza cambiare o adattare la mia cultura, o peggio ancora nasconderla? L\u2019integrazione \u00e8 gi\u00e0 difficile dal momento in cui ti ritrovi in mezzo a volti diversi, che non conosci, che non possono capirti; ma lo diventa ancora di pi\u00f9 nel momento in cui l\u2019altro non ti accoglie a braccia aperte, ma ti sbatte in faccia una porta carica di catenacci, serrature e lucchetti. Succede che venga data pi\u00f9 attenzione e si punti il dito su azioni che altre persone fanno quotidianamente in maniera spontanea. Ad esempio, una madre che ritarda ad un appuntamento con l\u2019insegnante viene presa per \u201cuna straniera alla quale non interessa l\u2019andamento scolastico del figlio\u201d; brontolare il figlio diventa puntualmente un \u201cmaltrattamento minorile inammissibile\u201d; un bambino magro per costituzione diventa \u201cmalnutrito\u201d. \u00c9 una continua iperbole asfissiante; mandare un curriculum diventa sofferenza, perch\u00e9 sei consapevole del fatto che quando leggeranno il nome, lo scarteranno. Una cosa assurda accaduta l\u2019altro giorno: non volevano dare una casa in affitto ad una coppia, con due contratti di lavoro a tempo indeterminato in mano, perch\u00e9 musulmani. Il mio nome non pu\u00f2 darti la mia identit\u00e0; il male c\u2019\u00e8, c\u2019\u00e8 stato e ci sar\u00e0 sempre, in ogni angolo. Il mondo si aspetta che i musulmani si dissocino dal terrorismo: ma per dissociarmi devo prima farne parte! Il vero Islam non ha mai predicato il terrorismo, ma al contrario \u00e8 una religione che professa amore, rispetto, educazione e conoscenza. Il credente \u00e8 soggetto anche ad una specie di perdita della propria identit\u00e0, perch\u00e9 se si chiede ad un musulmano di bruciare la bandiera dell\u2019Isis lui risponder\u00e0 con un atteggiamento tentennante. Questo perch\u00e9 su quella bandiera, che ha causato decine di migliaia di vittime, cosa intollerabile e inaccettabile, \u00e8 scritto il nome di <em>Allah<\/em>. Penso comunque che la perdita pi\u00f9 grande non sia quella dell\u2019identit\u00e0, ma una ancora pi\u00f9 grande che racchiude tutte le classificazioni alle quali siamo sottoposti, ed \u00e8 la perdita dell\u2019umanit\u00e0, che per definizione accomuna tutti quanti gli esseri umani. Dobbiamo lottare tutti insieme contro dei mostri che vanno ben al di l\u00e0 dell\u2019islamofobia, ovvero l\u2019ignoranza, la discriminazione e chi vuol distogliere l\u2019attenzione dai principi della pace e dell\u2019unione, in nome di una presunta diversit\u00e0. <em>AalhamdolilLah <\/em>(grazie a Dio), come in qualsiasi situazione c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di positivo: casi come questi spingono la nostra <em>Ummah <\/em>(Comunit\u00e0 Islamica) ad avvicinarsi di pi\u00f9 alla sua religione, e i non credenti a cercare di capire una cultura cos\u00ec diversa e spesso tanto temuta. <em>Alhamdolillah<\/em>, la nostra unica arma sar\u00e0 sempre la parola.<br \/>\n<strong>Hasna Tefahi<br \/>\n<\/strong><strong> Nesrine El Arrasse<\/strong><br \/>\nda Prospettive 152,<br \/>\n2\u00b0 trimestre 2015<br \/>\n<a href=\"https:\/\/operalapira.it\/costruire-la-pace-nellascolto-e-nel-dialogo\/attachment\/4900\/\" rel=\"attachment wp-att-4900\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4900\" src=\"https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/unnamed-file-1.jpg\" alt=\"\" width=\"991\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/unnamed-file-1.jpg 991w, https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/unnamed-file-1-300x151.jpg 300w, https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/unnamed-file-1-768x387.jpg 768w, https:\/\/operalapira.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/unnamed-file-1-705x356.jpg 705w\" sizes=\"auto, (max-width: 991px) 100vw, 991px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune riflessioni di giovani musulmani di Firenze da Prospettive 152, 2\u00b0 trimestre 2015 A seguito dei recenti fatti che scuotono l\u2019opinione pubblica occidentale, creando una sorta di paura verso l\u2019Islam e gli islamici, abbiamo ritenuto importante ascoltare le voci di chi fa parte di comunit\u00e0 islamiche che vivono in Europa. 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