{"id":166,"date":"2012-01-17T08:11:21","date_gmt":"2012-01-17T08:11:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.operalapira.it\/?p=166"},"modified":"2012-01-17T08:11:21","modified_gmt":"2012-01-17T08:11:21","slug":"viaggio-in-terra-santa-5-9-novembre-2003-diario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/operalapira.it\/?p=166","title":{"rendered":"<!--:it-->Viaggio in Terra Santa 5-9 Novembre 2003 &#8211; DIARIO<!--:-->"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><em><strong>2 novembre, cimitero di Rifredi<\/strong><\/em><\/p>\n<div align=\"justify\">Il viaggio-pellegrinaggio inizia da qui, dalla tomba\u00a0di La Pira. Andiamo in Terra Santa \u201csulle sue orme\u201d. Occorre fondare qui il ponte di preghiera e di pace che intendiamo realizzare. Mario\u00a0Primicerio ci incoraggia e ci ringrazia: il centenario di La Pira\u00a0comincia in un certo senso con questo nostro viaggio. Saranno i giovani\u00a0ad inaugurarlo in Terra Santa, in comunione spirituale con quanti\u00a0saranno a Firenze nella Basilica di San Marco il 5 novembre.<\/div>\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"contenuti\/gerusalemme2.jpg\" border=\"0\" \/><\/div>\n<div align=\"center\">\n<em><strong>5 novembre, Firenze &#8211; Gerusalemme<\/strong><\/em>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">Si parte al mattino presto, alcuni in piena notte,\u00a0chi da Firenze, chi da Bologna. Siamo 79. I primi saluti, l\u2019emozione \u00e8\u00a0forte. In chi ci accompagna in aeroporto c\u2019\u00e8 forse anche un po\u2019 di\u00a0preoccupazione: in Terra Santa in questo momento! A farci comprendere\u00a0la realt\u00e0 \u00e8 la perquisizione all\u2019aeroporto di Francoforte, dove quasi\u00a0tutto il gruppo si ricongiunge: ci stiamo imbarcando per Israele, le\u00a0misure di sicurezza appaiono fin da qui molto severe. Viaggiamo su un\u00a0enorme 747, il volo in pieno giorno \u00e8 uno spettacolo di panorami e di luce. Aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv: il controllo dei passaporti \u00e8\u00a0macchinoso ed a tratti irritante. La prima difficolt\u00e0: mancano diverse\u00a0valigie, che ci verranno recapitate il giorno seguente; conosciamo i\u00a0nostri autisti, entrambi arabi cristiani. Qui \u00e8 praticamente estate.<br \/>\nFinalmente Gerusalemme: \u201cQuale gioia quando mi dissero: andremo alla\u00a0casa del Signore! Ora i miei piedi si fermano davanti a te,\u00a0Gerusalemme!\u201d.Ore 18, entriamo nella Basilica del Santo Sepolcro.<br \/>\nNella cappella dell\u2019Apparizione a Maria ci attende gi\u00e0 Mons. Pietro\u00a0Sambi, Nunzio apostolico in Israele: celebriamo la S. Messa nel giorno\u00a0anniversario della morte del prof. La Pira qui, nel luogo della\u00a0Resurrezione. In fondo tutte le \u201cipotesi di lavoro\u201d di La Pira partono\u00a0dal \u201cfatto materiale\u201d della Resurrezione di Cristo (\u201ci veri\u00a0materialisti siamo noi che crediamo nella Resurrezione di Cristo!\u201d),\u00a0punto centrale e finale della storia dell\u2019umanit\u00e0. Il Nunzio traccia un\u00a0ritratto appassionato e profondo del professore. Ceniamo insieme;\u00a0dopo cena un momento di incontro, anche se la stanchezza comincia ad\u00a0essere tanta. Ma basta iniziare e comprendiamo di avere davanti una\u00a0persona di valore non solo per il ruolo che ricopre. La testimonianza\u00a0del Nunzio \u00e8 molto bella (e molto poco \u201cdiplomatica\u201d: il clima \u00e8 quello\u00a0di un incontro fra amici e per nulla formale) ed \u00e8 \u201cin presa diretta\u201d\u00a0sugli avvenimenti del giorno: ci illustra la posizione di Israele, dei\u00a0palestinesi e l\u2019azione della Santa Sede; d\u00e0 una sua lettura dei fatti\u00a0(\u201ci muri allontanano la pace: bisogna abbatterli non costruirli\u201d). Ci\u00a0esprime due preoccupazioni: per i giovani che qui, pi\u00f9 che \u201cannunziare\u201d\u00a0la primavera, paiono oggi attratti dagli estremismi, su entrambi i\u00a0fronti. La seconda riguarda l\u2019atteggiamento delle due parti: ambedue\u00a0guardano al futuro e non manifestano un interesse sostanziale a\u00a0risolvere il conflitto in atto, poich\u00e9 sperano di essere in grado, per\u00a0motivi opposti, di imporre domani la pace all\u2019altro. Il dramma quindi \u00e8\u00a0che nessuno lavora per realizzare la pace oggi. Avevamo iniziato\u00a0illustrando i motivi del nostro viaggio: ci incoraggia. Spes contra\u00a0spem!<\/p>\n<div align=\"center\">\n<em><strong>6 novembre, Betlemme \u2013 Gerusalemme<\/strong><\/em>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">Partiamo alle 7 per Betlemme. Davanti a noi il monte\u00a0Sion \u201cfortezza inespugnabile, baluardo del Signore!\u201d. Sappiamo che non\u00a0sar\u00e0 facile entrare a Betlemme ed infatti la strada \u00e8 subito bloccata.\u00a0Ci sono imponenti misure di sicurezza a protezione della tomba di\u00a0Rachele, dove sono riuniti centinaia di ebrei osservanti: non si passa.<br \/>\nNon desistiamo e ci dirigiamo verso Beit Jala, dove c\u2019\u00e8 l\u2019altro accesso\u00a0ai territori. Ci rendiamo conto che Betlemme \u00e8 praticamente circondata\u00a0(filo spinato, barriere di cemento, soldati); il valico \u00e8 una frontiera\u00a0vera e propria, ci sono rovine dappertutto. Pare impossibile entrare\u00a0anche da qui: soldati israeliani in assetto di guerra controllano con\u00a0lentezza esasperante tutto e tutti. L\u2019accesso ai territori \u00e8 davvero\u00a0blindato. Improvvisamente un uomo viene verso di noi e districando i\u00a0pullman nell\u2019ingorgo inverosimile che si \u00e8 creato ci apre la strada\u00a0verso il posto di \u201cfrontiera\u201d: i soldati si spostano, passiamo senza\u00a0neppure un controllo. Pi\u00f9 tardi sapremo da padre Ibrahim che la nostra\u00a0entrata \u00e8 stata oggetto di quattro giorni di trattativa con le autorit\u00e0\u00a0militari: l\u2019ultima telefonata con il via libera \u00e8 arrivata proprio\u00a0mentre eravamo in attesa. Entriamo nei territori, ci sono tantissimi\u00a0bambini che a vanno a scuola. E\u2019 sotto i nostri occhi una delle pi\u00f9\u00a0forti preoccupazioni di Israele: la crescita demografica dei\u00a0palestinesi. Al \u201cTerra Sancta College\u201d ci attende padre Ibrahim. E\u2019 la\u00a0scuola dei padri francescani: mille bambini e ragazzi, di cui un quarto\u00a0musulmani, tutti ugualmente aiutati a costruire un futuro di dignit\u00e0 in\u00a0questa situazione per certi aspetti terribile. Ci spiega che per le\u00a0bambine c\u2019\u00e8 un istituto analogo, sempre di queste dimensioni, tenuto\u00a0dalle suore. Visitiamo le varie classi: \u00e8 una meraviglia, un vero\u00a0miracolo per la situazione in cui si trovano ad operare. La scuola \u00e8\u00a0molto grande. In alcune classi gli studenti (da tre a diciotto anni) ci\u00a0salutano cantando; \u00e8 un tripudio di sorrisi. Celebriamo la S. Messa di\u00a0Natale a Santa Caterina. Da l\u00ec scendiamo nella grotta della Nativit\u00e0.\u00a0La stella del luogo della nascita, la mangiatoia: tutto nasce da l\u00ec. E\u2019\u00a0un\u2019emozione fortissima, la preghiera si fa intensa. Siamo praticamente\u00a0soli con i monaci ortodossi. Attraversiamo la piazza e ci rechiamo in\u00a0visita alla moschea. Siamo nel Ramadan; all\u2019ultimo momento, dopo il\u00a0diniego annunciato il giorno prima, vengono ammesse anche le donne del\u00a0gruppo, che si coprono il capo in segno di rispetto. Spieghiamo\u00a0brevemente il motivo della nostra visita: il cammino di unit\u00e0 della\u00a0triplice famiglia di Abramo. C\u2019\u00e8 l\u2019Imam con tutti i responsabili della\u00a0comunit\u00e0 locale; in segno di omaggio viene \u201cconvocato\u201d il muezzin che,\u00a0\u201cin diretta\u201d, canta il richiamo rituale alla preghiera dal minareto\u00a0(\u201clasciate tutto\u2026lode al Signore ed al Suo Profeta\u201d). E\u2019 un incontro\u00a0semplice ma importantissimo, ci vengono rivolte parole che\u00a0evidentemente non sono di circostanza. Lasciamo in dono all\u2019Imam un\u00a0libro contenente le immagini della vita di La Pira; contraccambia\u00a0distribuendo a tutti un breve testo teologico. Padre Ibrahim ci dice\u00a0che \u00e8 la prima volta, a sua memoria, che un gruppo viene ricevuto\u00a0ufficialmente in moschea: e con quale cordialit\u00e0! Ci dice che in\u00a0qualche modo il clima, con i musulmani, \u00e8 cambiato dopo l\u2019assedio alla\u00a0Nativit\u00e0. Oggi davvero per tutta Betlemme \u00e8 una festa. Torniamo dai\u00a0francescani e padre Ibrahim ci ricorda i giorni e le emozioni\u00a0dell\u2019assedio della Basilica della Nativit\u00e0 (o meglio, come precisa,\u00a0dell\u2019occupazione e poi dell\u2019assedio). Ci racconta di quelle ore, degli\u00a0spari, degli otto morti, infine della telefonata del Papa (\u201csiate\u00a0forti, prego per voi\u201d), di come si sia trovata una soluzione che pareva\u00a0impossibile. Pranziamo insieme; lanciamo l\u2019idea di far venire in\u00a0Italia, insieme, un gruppo di giovani palestinesi ed ebrei. Ci dice che\u00a0non \u00e8 facile, ma l\u2019idea lo entusiasma. Resteremo in contatto.<br \/>\nRipartiamo ed \u00e8 nuovamente un problema uscire dai territori. Dopo\u00a0un\u2019ora e quaranta minuti di coda esasperante alla \u201cfrontiera\u201d (pensiamo\u00a0a coloro che devono affrontarla tutti i giorni\u2026), arriviamo al posto di\u00a0blocco: un soldato armato di tutto punto, non contento delle\u00a0spiegazioni dell\u2019autista, sale sul pullman per controllare. E\u2019\u00a0giovanissimo, nei suoi occhi c\u2019\u00e8 forse anche un velo di paura. Tre anni\u00a0di servizio di leva in queste condizioni, il terrore dietro l\u2019angolo.\u00a0Sventoliamo i passaporti, non si addentra, controlla solo quello di don\u00a0Angelo. Si scioglie e sorride: italians! Scende e saluta noi e l\u2019altro\u00a0pullman.Rientriamo a Gerusalemme. Prima della citt\u00e0, sul\u00a0bordo della strada vediamo qualche decina di palestinesi in attesa di\u00a0entrare sotto il controllo della polizia. Ci viene spiegato che \u00e8 la\u00a0norma: ore ed ore di attesa. Verso il Muro Occidentale (il \u201cMuro del\u00a0Pianto\u201d): ci fermiamo al tramonto lungo le mura davanti al Monte degli\u00a0Ulivi: dai minareti risuona il richiamo alla preghiera dei muezzin.<br \/>\nEntriamo al Muro. Preghiamo anche noi mescolati agli ebrei ortodossi.\u00a0E\u2019 un luogo sacro e si avverte. Contempliamo il mistero di Dio. Usciamo\u00a0e pi\u00f9 in alto, verso il quartiere ebraico, ammiriamo, \u00e8 ormai notte, il\u00a0Muro illuminato e la cupola dorata della Moschea di Omar in tutto il\u00a0suo splendore. E\u2019 l\u2019unico Dio.<\/div>\n<div align=\"justify\">Incontriamo al \u201cCasa Nova\u201d Emanuela\u00a0Dviri. Ci appare una donna forte e determinata. Ha perso un figlio\u00a0soldato in Libano, ma riesce ad essere equilibrata, nonostante tutto.<br \/>\nE\u2019 una delle \u201cvoci\u201d ebree concretamente impegnate nel dialogo. Ci dice\u00a0che qualunque cosa pensiamo di fare, dobbiamo farla per tutti e due,\u00a0palestinesi ed israeliani: \u00e8 l\u2019unico e realistico modo di fare la pace,\u00a0non solo di parlarne. Sottolinea come si trova, tutti i giorni, ad<br \/>\noperare per la pace, con persone molto diverse da lei. Forse le\u00a0contraddizioni delle diversit\u00e0 potranno, un giorno, recare il dono di\u00a0una pace che, per ora, resta un mistero.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n[&#8211;pagebreak&#8211;]<em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<div align=\"center\">\n<em><strong>7 novembre, Gerusalemme \u2013 Nazareth<\/strong><\/em>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">Al mattino prestissimo al Santo Sepolcro. Risuonano\u00a0tutte le liturgie cristiane. Preghiera sul Golgota e davanti al\u00a0Sepolcro. Monte degli Ulivi: davanti a noi Gerusalemme! E\u2019 venerd\u00ec (nel\u00a0Ramadan). Davanti a noi la spianata del tempio si riempie di fedeli.\u00a0Entriamo nell\u2019Orto degli Ulivi, ci sono piante millenarie. S. Messa al\u00a0Getsemani: don Giovanni ci ricorda la sofferenza di Pino, offerta al\u00a0Signore. Alla tomba vuota di Maria, cantando il \u201cSalve Regina\u201d.\u00a0Qualcuno depone sulla pietra la preghiera a \u201cMaria, Regina della pace\u201d\u00a0che stiamo recitando in questi giorni. E\u2019 il momento dell\u2019omaggio al\u00a0popolo di Israele. Prima andiamo alla tomba di Rabin, sulla collina\u00a0degli eroi: \u00e8 l\u2019omaggio ad un giusto. Poi a Yad Vashem, memoriale di\u00a0Israele. Percorriamo il \u201cviale dei giusti\u201d fino alla Hall of\u00a0Remembrance. La fiaccola brucia sopra al pavimento con i nomi di tutti\u00a0i luoghi dello sterminio: Treblinka, Sobibor, Auschwitz&#8230; Sei milioni di\u00a0morti. Poi al memoriale dei bambini ed \u00e8 un\u2019esperienza che non\u00a0dimenticheremo: buio completo e dappertutto candele accese come tante\u00a0piccole stelle. In sottofondo il battito del cuore che ogni tanto si\u00a0interrompe. Diverse voci si alternano leggendo i nomi di tutti i\u00a0bambini sterminati: \u00e8 un elenco con un milione e mezzo di nomi. Nel\u00a0pomeriggio entriamo nel deserto della Giudea (ci fermiamo a Wadi Qelt,\u00a0in un punto panoramico, e leggiamo le parole di Mos\u00e8, dei profeti e dei\u00a0salmi: l\u2019esperienza di silenzio \u00e8 indimenticabile). Lungo la valle del\u00a0Giordano vediamo Gerico, citt\u00e0 attualmente isolata. Eccoci a Nazareth e\u00a0l\u2019accoglienza \u00e8 cordialissima. Subito l\u2019incontro con il Sindaco Ramez\u00a0Jaraisy, arabo cristiano. Siamo qui nel nome di La Pira per l\u2019unit\u00e0\u00a0della famiglia di Abramo. Risponde a lungo in modo appassionato e non\u00a0di circostanza: siamo tutti nazareni! Ci invita ad essere operatori di\u00a0pace, a sperare anche se i tempi sono difficili. Arriva il Vescovo\u00a0Marcuzzo, che cena con noi. E\u2019 un personaggio di una energia\u00a0incredibile. Lo incontriamo pi\u00f9 a lungo dopo cena ed anche con lui\u00a0l\u2019incontro non \u00e8 di circostanza. Ci dice che la nostra presenza vuol\u00a0dire che la pace \u00e8 possibile. Non \u00e8 una cosa scontata. Ci dice\u00a0chiaramente che qui l\u2019ingiustizia perdura. Che finch\u00e8 perdura, senza\u00a0che ai palestinesi vengano riconosciuti i loro diritti, non vi sar\u00e0 mai\u00a0la pace. Che senza l\u2019aiuto della comunit\u00e0 internazionale ci\u00f2 non sar\u00e0\u00a0mai possibile. Concludiamo cantando e mangiando insieme mandorle\u00a0(simbolo di fedelt\u00e0, nel libro di Geremia la fedelt\u00e0 all\u2019Alleanza) e\u00a0fichi secchi (simbolo dell\u2019amore per la Parola di Dio, nella Bibbia e\u00a0nel Talmud).<\/div>\n<div align=\"center\">\n<em><strong>8 novembre, Nazareth e Galilea<\/strong><\/em><\/p>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">Davanti a noi pianure fertilissime. Leggiamo la\u00a0parabola del seminatore. Lago di Tiberiade: \u00e8 un luogo bellissimo, la\u00a0\u201cporta del paradiso\u201d per gli antichi. Cafarnao: la sinagoga, la casa di\u00a0Pietro. Gran parte della vita pubblica di Ges\u00f9 \u00e8 avvenuta in questi\u00a0pochi metri. Leggiamo vari episodi del Vangelo. La Chiesa del primato\u00a0di Pietro: \u00e8 il luogo della fedelt\u00e0 e dell\u2019inizio. \u201cTocchiamo\u201d il lago,\u00a0su cui si riflette il sole. Tabgha, festa della Moltiplicazione dei\u00a0pani e dei pesci. S. Messa solenne celebrata dal Patriarca Sabbah, in\u00a0gran parte in arabo. Ci saluta ringraziandoci di essere venuti: ci\u00a0incoraggia a credere che la pace \u00e8 possibile nonostante tutto. Spes\u00a0contra spem. Pranziamo al kibbutz di Ein Ghev, in riva al lago.<br \/>\nAttraversiamo in battello il lago di Tiberiade: ci fermiamo in mezzo al\u00a0lago e leggiamo il Vangelo: Ges\u00f9 cammina sulle acque. Il lago \u00e8 anche\u00a0abbastanza \u201cmosso\u201d. Il vento soffia un po\u2019. Sullo sfondo le rive\u00a0verdeggianti, Tiberiade, il Golan. E\u2019 davvero un momento di grande\u00a0raccoglimento. Scendiamo a Tiberiade ed \u00e8 un altro mondo: musica\u00a0assordante. E\u2019 sabato ed \u00e8 festa, ma qui molto \u201claica\u201d. E\u2019 solo un\u00a0attimo, saliamo al Tabor accompagnati da tassisti beduini un po\u2019\u00a0agitati. Siamo ormai al tramonto ed hanno fretta: sta per finire<br \/>\nl\u2019astinenza ed il digiuno imposto dal Ramadan. Leggiamo l\u2019episodio\u00a0della Trasfigurazione. E\u2019 ormai sera e fa freddo. Torniamo a Nazareth:\u00a0nonostante l\u2019ora i frati francescani ci aprono le porte della Basilica\u00a0dell\u2019Annunciazione. Ci accoglie padre Samir: ci mostra su di un lato\u00a0del loggiato una lapide con un bassorilievo di La Pira. E\u2019 stato\u00a0collocato da qualche settimana. Ci dice: siete a casa vostra! Recitiamo\u00a0il rosario davanti alla grotta, preghiamo per la pace. A cena sono con\u00a0noi un gruppo di giovani arabi cristiani accompagnati da un padre\u00a0salesiano; conosciamo le difficolt\u00e0 e le storie di questi ragazzi. Dopo\u00a0cena incontro e grande festa insieme: basta davvero poco per fare\u00a0amicizia. In fondo \u00e8 solo un arrivederci: anche qui lanciamo il nostro\u00a0invito ad un incontro in Italia! La stanchezza di questi giorni\u00a0intensissimi comincia a farsi sentire; ci si rilassa un po\u2019 a firmare\u00a0le cartoline per tutti gli amici rimasti in Italia. Ne scriviamo 460!<br \/>\nSi ride, si \u00e8 contenti: alla fine anche padre Daniele, responsabile del\u00a0\u201cCasa Nova\u201d, a cui in questi giorni abbiamo fatto letteralmente girar\u00a0la testa, si scioglie e sorride.<\/div>\n<p>[&#8211;pagebreak&#8211;]<em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<div align=\"center\">\n<em><strong>9 novembre, Nazareth \u2013 Firenze<\/strong><\/em>\n<\/div>\n<div align=\"justify\">Sveglia presto, come sempre: si prepara il bagaglio\u00a0con tutti i \u201cricordi\u201d da sistemare. Ci si avvia in Basilica per un\u00a0momento di preghiera personale. Ci siamo solo noi. Alle otto e trenta\u00a0la S. Messa: don Marco ci ricorda la comunione nella preghiera con i\u00a0ventidue monasteri di clausura a cui abbiamo scritto. Questa\u00a0celebrazione \u00e8 forse il momento pi\u00f9 bello ed intenso del\u00a0pellegrinaggio. C\u2019\u00e8 un raccoglimento che impressiona, l\u2019emozione \u00e8\u00a0forte. Diversi sono commossi. Ci si confronta con il s\u00ec di Maria. Il\u00a0suo \u201ceccomi\u201d interpella tutti. La preghiera ed il canto continuano a\u00a0lungo anche dopo la celebrazione, mentre uno per uno ci rechiamo alla\u00a0grotta, inginocchiandosi nel luogo dell\u2019Annunciazione. Sulla destra, in\u00a0alto, la \u201cfinestrina\u201d del Beato Angelico. Visitiamo la casa di San\u00a0Giuseppe e poi, attraverso il mercato vecchio, il luogo della sinagoga\u00a0dei tempi di Ges\u00f9. Anche l\u00ec leggiamo il Vangelo: Ges\u00f9 che annuncia a\u00a0tutti che la profezia si \u00e8 avverata. Si parte e piove: \u00e8 una\u00a0benedizione per questa terra, non piove da aprile. Passiamo dal Monte\u00a0Carmelo, sostiamo sul mare presso le rovine di Cesarea Marittima, dove\u00a0pranziamo. Aeroporto di Tel Aviv. Le immagini sacre controllate una ad\u00a0una, le valigie disfatte, controlli estenuanti. Passiamo infine la\u00a0dogana e ci si rilassa. Eccoci nuovamente sull\u2019aereo: il clima \u00e8\u00a0gioioso, tutte facce contente: siamo davvero \u201ccolmati\u201d di emozioni,\u00a0ricordi, forse grazie. A Francoforte comincia la festa: si improvvisa\u00a0la bandierina, sotto gli occhi divertiti del personale dell\u2019aeroporto.\u00a0Fallisce per un soffio il tentativo, al momento dell\u2019imbarco, di far\u00a0pronunciare all\u2019altoparlante la mitica frase dei campi a La Vela:\u00a0\u201cpartenza per il mare\u201d. Il piccolo aereo per Firenze \u00e8 praticamente\u00a0tutto nostro, con sei malcapitati. Ormai sembra di essere in gita in\u00a0pullman, fra battute e show dei pi\u00f9 esuberanti.<\/div>\n<p>Arriviamo a Firenze e ci si saluta: \u00e8 un grazie reciproco, intenso e profondo, frutto di una esperienza autentica.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"contenuti\/gerusalemme1.jpg\" border=\"0\" \/>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<strong><em>In Terra Santa sulle orme di La Pira<\/em><\/strong><\/p>\n<div align=\"justify\">\nDopo il \u00abponte\u00bb a due arcate tra Fatima e Mosca, per\u00a0unire Oriente e Occidente, i giovani dell\u2019Opera La Pira rilanciano\u00a0dalla Terra Santa il loro impegno di pace. Ripercorrendo le orme del\u00a0\u00absindaco santo\u00bb, dal 5 al 9 novembre, 80 giovani hanno pregato sui\u00a0luoghi santi, hanno incontrato le autorit\u00e0 civili e religiose e hanno\u00a0allacciato rapporti di amicizia con giovani ebrei e palestinesi che ci\u00a0si augura potranno proseguire anche nell\u2019attivit\u00e0 dei campi-scuola che\u00a0l\u2019Associazione organizza da 50 anni in Toscana.<br \/>\nE come faceva il \u00abProfessore\u00bb, prima di partire, si\u00a0sono rivolti alle claustrali per chiedere il sostegno dell\u2019orazione e\u00a0ricordare quanto La Pira aveva scritto loro nel Natale 1967, al ritorno\u00a0da Gerusalemme: \u00abPerch\u00e9 non iniziare proprio da qui, dalla Terra Santa,\u00a0la nuova storia di pace, d\u2019unit\u00e0 e di civilt\u00e0 dei popoli di tutta la\u00a0terra? Perch\u00e9 non superare con un atto di fede religioso e storico, e\u00a0perci\u00f2, anche politico, tutte le divisioni che ancora tanto gravemente\u00a0rompono l\u2019unit\u00e0 della famiglia di Abramo, per iniziare, proprio da qui,\u00a0quell\u2019inevitabile moto di pace destinato ad abbracciare tutti i popoli\u00a0della terra e destinato ad edificare una et\u00e0 qualitativamente nuova\u00a0della storia del mondo?\u00bb.<br \/>\nIl punto di partenza del pellegrinaggio \u00e8 stata la\u00a0Basilica del S. Sepolcro a Gerusalemme, dove mons. Pietro Sambi, Nunzio\u00a0apostolico in Israele, ha celebrato il 5 novembre l\u2019Eucarestia\u00a0nell\u2019anniversario della morte del \u00abProfessore\u00bb, del quale ha tracciato\u00a0un appassionato ritratto. Dopo cena, nell\u2019incontro informale, il Nunzio\u00a0ha espresso le sue preoccupazioni per i giovani attratti dagli\u00a0estremismi e per ambo le parti che sembrano non impegnarsi oggi nella\u00a0risoluzione del conflitto nell\u2019illusione di essere in grado domani di\u00a0imporre la pace all\u2019altro.<br \/>\nPoi la visita a Betlemme \u00abassediata\u00bb dalle truppe\u00a0israeliane e l\u2019incontro con P. Ibrahim Faltas e il \u00abTerra Sancta\u00a0College\u00bb dove studiano mille tra bambini e giovani, un quarto dei quali\u00a0musulmani. E per la prima volta ad un gruppo di cristiani (comprese le\u00a0ragazze!) si apre ufficialmente anche la moschea dove il gruppo viene\u00a0ricevuto cordialmente dall\u2019Imam.<br \/>\nQuindi di nuovo a Gerusalemme, con la preghiera sui\u00a0luoghi sacri, l\u2019omaggio alle vittime dell\u2019Olocausto e l\u2019incontro con la\u00a0giornalista Emanuela Dviri, una delle voci ebraiche pi\u00f9 impegnate sul\u00a0fronte della pace. Infine la Galilea, con la sosta sul lago di\u00a0Tiberiade e la Messa celebrata dal patriarca Michel Sabbah nella chiesa\u00a0del Primato di Pietro, a Tabgha. A Nazareth il gruppo \u00e8 accolto dal\u00a0sindaco (un arabo cristiano) e dal vescovo Giacinto Boulos-Marcuzzo,\u00a0appassionato ed energico difensore della sua gente. Anche qui il\u00a0ricordo di La Pira carica di speranza ogni incontro, ogni colloquio:\u00a0nella basilica dell\u2019Annunciazione da pochi giorni \u00e8 stato collocato un\u00a0bassorilievo del \u00abProfessore\u00bb. E ai giovani arabo-cristiani che\u00a0raccontano le loro storie e le loro difficolt\u00e0, l\u2019arrivederci in\u00a0Italia, per un cammino di pace che ci si augura sia solo all\u2019inizio.\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Claudio Turrini<\/em><\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2 novembre, cimitero di Rifredi Il viaggio-pellegrinaggio inizia da qui, dalla tomba\u00a0di La Pira. Andiamo in Terra Santa \u201csulle sue orme\u201d. Occorre fondare qui il ponte di preghiera e di pace che intendiamo realizzare. Mario\u00a0Primicerio ci incoraggia e ci ringrazia: il centenario di La Pira\u00a0comincia in un certo senso con questo nostro viaggio. Saranno i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,3],"tags":[],"class_list":["post-166","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-international-camp","category-pilgrimage"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/operalapira.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}