{"id":164,"date":"2013-01-17T08:08:19","date_gmt":"2013-01-17T08:08:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.operalapira.it\/?p=164"},"modified":"2013-01-17T08:08:19","modified_gmt":"2013-01-17T08:08:19","slug":"testimonianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/operalapira.it\/?p=164","title":{"rendered":"<!--:it-->Testimonianze<!--:-->"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Testimonianze<\/p>\n<div><\/div>\n<div><strong>Eric Remer<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il mio nome \u00e8 Eric Remer, ho 28 anni e studio medicina ad Haifa, in Israele. Ho partecipato al Campo Internazionale, organizzato dall\u2019Opera per la Giovent\u00f9 Giorgio La Pira in Castiglione della Pescaia, dall\u20198 al 18 agosto 2007.<\/div>\n<div>E\u2019 stato molto emozionante venire al campo e avere l\u2019opportunit\u00e0 di incontrare e conoscere persone provenienti da diversi paesi e dialogare con loro. Soprattutto mi ha interessato ascoltare le sensazioni del gruppo palestinese ed il loro punto di vista, perch\u00e9 geograficamante viviamo nelle vicinanze e condividiamo un conflitto ma, come persone, raramente abbiamo la possibilit\u00e0 di sedere e parlare senza mediazione di politici. La mia aspettativa principale era quella di conoscere persone e trovarmi in sintonia con loro a prescindere dalla religione, dalle convinzioni e dalle idee politiche. Dopo aver creato questa \u201csintonia\u201d, mi sono interessato a discutere con loro il tema del campo \u201cPersone, Comunit\u00e0, Stato\u201d, pi\u00f9 a livello personale.<\/div>\n<div>Sono contento dei legami che sono riuscito a stringere con i partecipanti provenienti da diverse parti del mondo. Alcuni di questi legami sono ancora vivi tutt\u2019oggi e spero rimangano tali anche in futuro. Sono rimasto molto impressionato dall\u2019organizzazione, l\u2019ospitali\u00e0 e i sinceri propositi dell\u2019Opera per la Giovent\u00f9 Giorgio La Pira di costruire un mondo di pace, e dai loro sforzi di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.<\/div>\n<div>Infine vorrei dire che il campo mi ha fatto mettere a fuoco l\u2019idea che le basi della pace e di un sano dialogo vengono direttamente dalle persone, da tutti quelli che, uno ad uno, desiderano dare il loro contributo, che guardano oltre l\u2019orizzonte e che non si soffermano sul passato.<\/div>\n<div>Vivendo insieme condividiamo i pasti e le attivit\u00e0 quotidiane, ci siamo avvicinati gli uni agli altri e abbiamo vissuto pacificamente e in armonia. Dopo aver provato che questo \u00e8 possibile tra poche persone, credo che possa realizzarsi anche con molte.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Eric Romer (Israele), campo internazionale 2007<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Mario<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div>Nella mia esperienza, i campi internazionali hanno significato relazionarsi con persone provenienti dai pi\u00f9 vari angoli del\u00a0globo, unite da un sottinteso obiettivo comune: condividere un luogo d&#8217;incontro in cui l&#8217;umanit\u00e0 di ciascuno sia conosciuta\u00a0e valorizzata in ogni momento della giornata, creando cos\u00ec in concreto le condizioni per un dialogo aperto nel rispetto delle\u00a0identit\u00e0, religiose e culturali, di ciascuno.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il campo mi ha permesso di condividere interessanti spazi di confronto in un&#8217;esperienza di vita \u201cintegrale\u201d basata sulla\u00a0dimensione comunitaria. Apprezzo molto che le giornate siano state in quest\u2019ottica alternate da momenti di riflessione, di\u00a0gioco e di permanenza sul mare, sempre scandite dalla preghiera. \u201cUn\u2019opportunit\u00e0 unica per allargare i contatti personali\u00a0e dare maggiori capacit\u00e0 di comunicare in un contesto multiculturale\u201d come anche altri hanno detto. Ancora una volta\u00a0mescolare nazionalit\u00e0 e culture \u00e8 stata una scommessa vinta, la prova di una convivenza tangibile e non esclusivamente\u00a0teorizzata da grandi personalit\u00e0 che il campo lo concepirono e promossero, come Pino Arpioni e Giorgio La Pira.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Flavio<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><em>\u201cSempre devi avere in mente Itaca,<\/em><\/div>\n<div>\n<div><em>raggiungerla sia il pensiero costante.<\/em><\/div>\n<div><em>Soprattutto, non affrettare il viaggio;<\/em><\/div>\n<div><em>fa\u2019 che duri a lungo, per anni, e che da vecchio<\/em><\/div>\n<div><em>metta piede sull\u2019isola, tu, ricco<\/em><\/div>\n<div><em>dei tesori accumulati per strada<\/em><\/div>\n<div><em>senza aspettarti ricchezze da Itaca.<\/em><\/div>\n<div><em>Itaca ti ha dato il bel viaggio,<\/em><\/div>\n<div><em>senza di lei mai ti saresti messo<\/em><\/div>\n<div><em>sulla strada: che cos\u2019altro ti aspetti?<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>E se la trovi povera,<\/em><\/div>\n<div><em>non per questo Itaca ti avr\u00e0 deluso.<\/em><\/div>\n<div><em>Fatto ormai savio,<\/em><\/div>\n<div><em>con tutta la tua esperienza addosso<\/em><\/div>\n<div><em>gi\u00e0 tu avrai capito ci\u00f2 che Itaca vuole significare.\u201d<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Tratto da Itaca di Kostantin Kavafis<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div>Penso che il viaggio di ciascuno di noi sia il dono pi\u00f9 grande che ci sia stato dato, la meta sar\u00e0 solo una conseguenza.<\/div>\n<div>Nostro dovere arricchire questo viaggio di tappe significative.<\/div>\n<div>La possibilit\u00e0 di conoscere, ascoltare, imparare e comprendere ci aiuta ad essere persone libere da una scuola di pensiero sempre pi\u00f9 diffusa che da sempre pi\u00f9 valore all\u2019apparire rispetto all\u2019essere.<\/div>\n<div>Sicuramente una tappa importante nel mio viaggio sono stati 10 giorni in cui ho parlato, mangiato, riso, condiviso&#8230; vissuto con ragazzi cos\u00ec diversi da me, e alla fine cos\u00ec uguali<\/div>\n<div>\u201c&#8230;che cos\u2019altro ti aspetti?\u201d<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Constant<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>La Vela: il villaggio dei sogni<\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<div>Un villaggio senza confini<\/div>\n<div>un luogo Unico<\/div>\n<div>il villaggio di speranza<\/div>\n<div>il villaggio di tutti<\/div>\n<div>un crocevia<\/div>\n<div>un luogo di incontro, condivisione, riflessione, sperimentazione, di scoperta di dare e ricevere, di divertimento, di riposo&#8230;<\/div>\n<div>\u00e8 una scuola in tutto.<\/div>\n<div>Alla Vela, si sta bene<\/div>\n<div>la Vela \u00e8 un sogno<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il campo internazionale ha mosso in me lo spirito di comunit\u00e0, di riflessione continua, di mondialit\u00e0, mi ha fatto capire che la diversit\u00e0 \u00e8 un valore nascosto dai nostri pensieri, dai nostri egoismi, che non ci danno mai Tempo per dedicarci alla ricerca del Vero.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>L\u00ec, c&#8217;\u00e8 occasione di fermarsi un po&#8217;&#8230;<\/div>\n<div><\/div>\n<div>E&#8217; un&#8217;esperienza che ci mette tutti intorno ad una sola tavola, per condividere e riflettere per una causa comune, che \u00e8 &#8220;la riconquista di una vita dignitosa di tutti gli esseri umani nel mondo intero, secondo il disegno di Dio&#8221;.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Ecco, cos\u00ec possiamo costruire un nuovo mondo:<\/div>\n<div><\/div>\n<div>un mondo come la Vela<\/div>\n<div>un mondo unito<\/div>\n<div>un mondo pi\u00f9 umano<\/div>\n<div>un mondo pi\u00f9 fraterno<\/div>\n<div>un mondo pi\u00f9 giusto.<\/div>\n<div>Un mondo dove la dignit\u00e0 umana \u00e8 regola quotidiana e fondamentale.<\/div>\n<\/div>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testimonianze Eric Remer Il mio nome \u00e8 Eric Remer, ho 28 anni e studio medicina ad Haifa, in Israele. 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