{"id":153,"date":"2013-08-11T09:16:11","date_gmt":"2013-08-11T09:16:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.operalapira.it\/wp\/?p=153"},"modified":"2013-08-11T09:16:11","modified_gmt":"2013-08-11T09:16:11","slug":"international-camp-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/operalapira.it\/?p=153","title":{"rendered":"<!--:it-->CAMPO INTERNAZIONALE 2011 <!--:--><!--:en-->INTERNATIONAL CAMP 2011<!--:-->"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Siamo un gruppo internazionale di giovani con diverse culture, religioni, occupazioni lavorative e storie personali, che hanno partecipato al Campo Internazionale 2011 organizzato dall&#8217; \u0093Opera per la Giovent\u00f9 Giorgio La Pira\u0094, al villaggio La Vela (Castiglione della Pescaia). Quest&#8217;anno abbiamo discusso e condiviso esperienze sul tema della migrazione: \u0093Sotto lo stesso cielo: accoglienza ed integrazione nel villaggio globale\u0094.<br \/>\nIl campo ci ha fornito una grande opportunit\u00e0 di scambio di opinioni e di punti di vista, in linea con la tradizione di dialogo internazionale dell&#8217;\u0093Opera La Pira\u0094, applicata ad una delle questioni aperte pi\u00f9 pressanti nel villaggio globale: la migrazione.<br \/>\nDa un punto di vista pi\u00f9 ampio, il nostro campo ha saputo utilizzare l&#8217;esperienza accumulata negli scorsi anni, durante i quali sono stati discussi, fra gli altri, i temi della partecipazione e della comunicazione. Abbiamo quindi applicato quest&#8217;esperienza ad un argomento che \u00e8 comune ai paesi di origine di tutti i partecipanti: Albania, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Israele, Italia, Palestina e Russia.<br \/>\nIl nostro lavoro \u00e8 stato organizzato principalmente intorno a due pilastri. Da una parte, al centro delle nostre discussioni abbiamo messo valori comuni: rispetto reciproco, apertura a identit\u00e0 diverse e preoccupazione per i cambiamenti globali. Dall&#8217;altra, pur mantenendo le nostre credenze e le nostre identit\u00e0, abbiamo scoperto come possano essere complementari le une con le altre, attraverso un arricchimento comune in cui nessuno perde i suoi tratti peculiari.<br \/>\nGli incontri e le discussioni hanno messo in evidenza diversi aspetti della migrazione. Allo stesso tempo ci siamo sforzati di arrivare a conclusioni definite e certe. Vogliamo qui di seguito sottolineare le principali.<br \/>\nLa prima riguarda la comprensione del fenomeno in s\u00e9.<br \/>\nLa migrazione \u00e8 una realt\u00e0 complessa. L&#8217;aspetto negativo sta nel fatto che solitamente coinvolge persone costrette a lasciare il proprio paese a causa di guerre, povert\u00e0, ecc\u0085 Noi per\u00f2 pensiamo che questo fenomeno non debba essere considerato solo come un problema, ma anche come una opportunit\u00e0, dato che permette l&#8217;incontro ed il confronto fra i popoli. Il fenomeno non pu\u00f2 essere affrontato in termini di misure semplici ed universalmente applicabili e tocca diverse dimensioni: economica, culturale, psicologica, sociale, morale, religiosa, legale, ecc\u0085 . In sostanza, la migrazione pu\u00f2 essere presentata come un&#8217;interazione costruttiva, pacifica e reciprocamente benefica di gruppi diversi. La sfida per noi ora \u00e8 evitare tensioni fra i diversi gruppi, sfiducia reciproca, paura, confini legali e simbolici, discriminazioni, conflitti, pregiudizi e fobie.<br \/>\nLa seconda conclusione si concentra sui problemi legati alla migrazione.<br \/>\nQuesto fenomeno pu\u00f2 essere percepito dalle persone come un problema per via di vari fattori. Fra quelli oggettivi, figura la dimensione macroscopica del fenomeno: noi assistiamo a flussi di persone a livello globale, che si sommano alla crisi economica. Questi fattori possono essere difficilmente gestiti. Esistono invece altri fattori che possono essere influenzati dall&#8217;azione politica o sociale. Questa \u00e8 una responsabilit\u00e0 delle istituzioni, che hanno il compito di favorire l&#8217;integrazione dei migranti, attraverso principalmente l&#8217;istruzione e un sistema di welfare ridistributivo. Un ruolo importante \u00e8 giocato anche dai media, che a volte amplificano la paura e creano confini, pur avendo allo stesso tempo potenti risorse per agire in modo contrario. Altri fattori negativi sono l&#8217;attivit\u00e0 di alcuni politici, che cercano di aumentare la propria influenza speculando sul problema della migrazione e gli interessi della criminalit\u00e0, che abusa degli immigrati, ridotti spesso al ruolo di \u0093schiavi moderni\u0094; pesano, infine, la nostra stessa diffidenza nei confronti dei problemi che ci circondano e la mancanza di un&#8217;azione comune.<br \/>\nLa terza conclusione riguarda il nostro coinvolgimento personale nel problema.<br \/>\nAbbiamo capito che non siamo solo osservatori passivi di quello che avviene attorno a noi. E&#8217; necessario, possiamo e dobbiamo affrontare il problema con proposte e impegni concreti. Senza ombra di dubbio, \u00e8 importante partire da noi stessi. E&#8217; necessario essere critici verso le opinioni prevalenti e i pregiudizi. E&#8217; fondamentale comunicare con i membri delle altre comunit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 la strada essenziale per capirli. E&#8217; inoltre fondamentale partecipare ad iniziative civili e alla vita delle istituzioni, essendo esse una fonte essenziale di cooperazione e fiducia.<br \/>\nSiamo certi che la sola ed unica base per una soluzione efficace dei problemi sociali legati ai fenomeni migratori \u00e8 la volont\u00e0 personale di incontrare e conoscere l&#8217;altro, come abbiamo toccato con mano durante il campo. Questo \u00e8 il motivo per cui chiediamo politiche che aiutino questo processo di integrazione basato sui legami e le relazioni interpersonali. Solo in questo modo saremo in grado di costruire una societ\u00e0 con una nuova identit\u00e0, condivisa da ogni cittadino.<br \/>\nIl nostro lavoro qui a La Vela ha dimostrato che questo compito \u00e8 realizzabile. Tutti noi siamo venuti qua spontaneamente. Ognuno ha contribuito con le proprie conoscenze, esperienze e competenze. Gli scettici potrebbero replicare che questa \u00e8 un&#8217;azione piccola, che difficilmente risolver\u00e0 il problema generale. In ogni caso, siamo convinti che un fondamentale passo in avanti sia impossibile senza molte altre azioni simili a questa che abbiamo sperimentato insieme.<br \/>\nIl nostro obiettivo adesso \u00e8 condividere questa esperienza nei nostri paesi e nelle nostre comunit\u00e0 locali, per diffonderla e moltiplicarla. La nostra volont\u00e0, il nostro impegno e la nostra energia contribuiranno all&#8217;organizzazione di un mondo migliore, dove persone di origini differenti vivono nel rispetto reciproco, in pace ed armonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Il gruppo internazionale<\/em><\/p>\n<p><!--:--><!--:en-->We are an international team of young people with different cultures, religious affiliations, professional occupations and personal backgrounds, who participated to the 2011 International Camp organized by the \u0093Opera per la Gioventu&#8217; G. La Pira\u0094 association, in La Vela village (Castiglione della Pescaia, Italy). This year we discussed and shared our experiences about the theme of migration: \u0093Under the same sky: welcoming integration in the global village\u0094.<br \/>\nThe camp provided us with an opportunity for extensive exchange of our opinions and viewpoints. Our activity has been following the tradition of \u0093Opera La Pira\u0094 international dialogue, applying it to one of the most fundamental open questions of the global world: migration.<br \/>\nTo a great extent, the current session has profited\u00a0from the experience of the previous years, when we discussed, among the others,\u00a0the topics of participation and communication. We have applied the previous years&#8217; experience to an issue which is common for all participants&#8217; countries: Albania, Cameroon, Democratic Republic of Congo, Israel, Italy, Palestine and Russia.<br \/>\nOur work has been mainly organized around two pillars. On the one hand, we based our discussions on common values: mutual respect to others, openness to different identities and concern with global challenges. On the other hand, even preserving our own beliefs and identities, we have discovered they can complement each other, via a mutual enrichment by which nobody loses any of his peculiar traits.<br \/>\nThe lectures and discussions highlighted different aspects of migration. At the same time, we strived to share definite and certain conclusions. Here we shall underline the main ones.<br \/>\nThe first one relates to the understanding of the phenomenon in itself.<br \/>\nMigration is a complex reality. The negative aspect of this topic is that it usually regards people forced to move, because of wars, poverty, etc\u0085 . We think it should be not considered only as a problem, but an opportunity as well, since it allows meeting and confrontation between peoples. This phenomenon cannot be approached by means of simple universal measures and implies different dimensions: economic, cultural, psychological, social, political, moral, religious, legal, etc\u0085 . In sum, migration can be presented as an issue of constructive, peaceful and mutually beneficial interaction of different groups. The challenge for us is how to avoid tensions between different groups, mutual distrust, fear, legal and symbolic boundaries, discrimination, conflicts, prejudices and phobias.<br \/>\nThe second conclusion is focused on the problems linked to migration.<br \/>\nThis phenomenon can be felt by people as a problem because of different factors. Among the objective ones, there is the macro dimension of the phenomenon: we are currently experiencing accelerated global population flows combined with the economic crisis. These factors can hardly be managed. On the contrary, there are other factors that can be influenced by political or social action. This is responsibility of the institutions, which have tofacilitate the integration of migrants \u0096 education, welfare redistribution system, among the key elements. An important role is played also by media, which sometimes promote fear and creates boundaries, even if they have at the same time a powerful resource to do the opposite. Other factors are the activity of some politicians, trying to increase their influence speculating on the problem of migration, and the interests of\u00a0the criminal sector abusing of illegal migrants, who often appear to be \u0093modern slaves\u0094. Finally our own indifference to the problems around us, and the lack of common action played a negative role.<br \/>\nThe third conclusion regards our personal involvement in the matter.<br \/>\nWe recognize we are not just passive observers of the issues around us. There&#8217;s a need, we can and we must deal with the problem by means of proposal and concrete committment. No doubt, it is important to start from ourselves. It is necessary to be critical towards the common sense and biased opinions. It is vital to communicate with people from other groups, for this is a fundamental way to understand them. It is critical to participate in civil initiatives and institutions, for they are the essential source of cooperation and trust.<br \/>\nWe are surethat the one and only basis for an effective solution of the social problems related to migration phenomena is personal will of meeting and knowing the other, as we have experienced during our camp. That&#8217;s why we demand policies aiming to help this integration process based on personal bonds and relationships. Only in this way we shall be able to build a society with a new identity, shared by every citizen.<br \/>\nOur work here in La Vela proved that this task is doable. All of us came here on his own will. Everyone has contributed in terms of knowledge, experience and competences. Skeptics may say that this is a small action, which will hardly solve the general problem. However we are convinced that a fundamental breakthrough is impossible without many other actions similar to the one we have been experienced together.<br \/>\nOur goal now is to share this experience in our countries and local communities, to spread and to multiply it. Our will, commitment and energy will promote a better world, where people of different origins live in mutual respect, peace and harmony.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo un gruppo internazionale di giovani con diverse culture, religioni, occupazioni lavorative e storie personali, che hanno partecipato al Campo Internazionale 2011 organizzato dall&#8217; \u0093Opera per la Giovent\u00f9 Giorgio La Pira\u0094, al villaggio La Vela (Castiglione della Pescaia). 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